Coronavirus e Viaggi

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Coronavirus e viaggi: dove non possono andare gli italiani

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Attenzione, però: è possibile che alcuni di questi Stati applichino forme di restrizione all’ingresso. Informazioni sempre aggiornate sono trovabili sul sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare prima di mettersi in viaggio, e sul sito reopen.europa.eu.

In particolare (dati aggiornati al 30 giugno):

Austria – A partire dal 16 giugno anche gli italiani possono far ingresso in Austria via terra o via aerea senza obbligo di presentare un certificato medico che attesti la negatività al test del Coronavirus e senza obbligo di autoisolamento, qualora provengano dagli stessi Stati sopra individuati con cui è stata ripristinata la libera circolazione e purché non abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni in uno Stato diverso. In progressiva ripresa anche il traffico aereo e ferroviario.
Belgio – Dopo le misure restrittive introdotte a partire dallo scorso mese di marzo, il Belgio ha avviato un progressivo allentamento delle restrizioni, con la riapertura di ormai quasi tutti i comparti economici nel rispetto di protocolli di sicurezza. Tali misure saranno ulteriormente allentate a partire dal 1 luglio, quando saranno permesse anche attività alla presenza di pubblico (per esempio teatri o cinema), con una partecipazione massima all’aria aperta di 400 persone. I viaggi per turismo da/verso il Belgio sono nuovamente autorizzati a partire dallo scorso 15 giugno per viaggiatori in provenienza dai Paesi UE, dell’area Schengen e del Regno Unito. Negli aeroporti del Paese è effettuata la misura della temperatura di a tutti i viaggiatori, con divieto di ingresso/partenza in presenza di una temperatura di 38 gradi.
Bulgaria – A partire dal 15 giugno non sussiste più alcun obbligo di isolamento per i viaggiatori provenienti dall’Italia o che vi abbiano soggiornato nei 14 giorni precedenti. Sempre a partire dal 15 giugno 2020, i provvedimenti di imposizione dell’obbligo di isolamento per i viaggiatori arrivati in Bulgaria dall’Italia dopo il 2 giugno sono automaticamente revocati. Per tutti i viaggiatori in ingresso in Bulgaria permane l’obbligo di compilazione di un modulo di autocertificazione, disponibile sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Sofia.
Cipro – Dal 20 giugno i passeggeri provenienti da paesi di Categoria B, come l’Italia, devono presentare certificazione negativa test Covid 19 con due possibilità: test (tampone nasofaringeo) effettuato nel paese di provenienza non oltre 72 ore prima della partenza oppure, in caso di manifesta impossibilità ad ottenerlo, test all’arrivo a Cipro (in tal caso è necessario attendere in apposita struttura alberghiera l’esito del test).
Croazia – L’ingresso per gli italiani, dal 29 maggio, è permesso anche per finalità turistiche, se si esibisce alla frontiera prova di prenotazione alberghiera o in altra struttura ricettiva.
Danimarca – Fino al 26 giugno compreso, l’ingresso nel Paese è vietato, salvo alcune limitate eccezioni per l’elenco delle quali si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Copenaghen. A partire dal 27 giugno è prevista l’apertura delle frontiere, anche per scopi turistici, nei confronti dell’Italia e degli altri Paesi dell’Unione Europea ed Area Schengen, senza obbligo di quarantena domiciliare. Restano esclusi da tale riapertura Portogallo, Romania, Regno Unito, Malta, Irlanda, Svezia (ammessa la sola Regione centro-settentrionale del Vasterbotten). Resta l’obbligo per i turisti di aver prenotato un minimo di 6 notti di pernottamento in Danimarca. I viaggiatori sono invitati a tenersi informati ai siti politi.dk e um.dk in cui viene pubblicata la lista aggiornata dei Paesi il cui accesso è garantito in Danimarca.
Estonia – Disposta, a partire dal 1 giugno, la riapertura delle frontiere ai viaggiatori provenienti dagli Stati UE, dall’area Schengen e dal Regno Unito. E’ mantenuto l’obbligo di due settimane di isolamento domiciliare per coloro che provengono da un Paese con un tasso relativo di contagio superiore a 15 su 100.000 abitanti (l’Italia non è tra questi). I dati saranno aggiornati ogni venerdì e pubblicati sul sito internet del Ministero degli Affari Esteri.
Finlandia – Il Governo finlandese ha deciso una parziale riapertura delle frontiere a partire dal 15 giugno. Per i cittadini italiani: fino al 12 luglio rimangono in vigore i controlli in entrata e saranno consentiti solo gli ingressi per lavoro, per “motivi essenziali” e il ritorno dei residenti in Finlandia, con la raccomandazione di autoisolamento fiduciario di 14 giorni; a partire dal 13 luglio verrà eliminata ogni restrizione ai viaggi da/per Italia e sarà abolito l’obbligo di quarantena. Restano ufficialmente “sconsigliati” i viaggi per turismo.
Francia – A partire dal 15 giugno sono abolite le restrizioni alla circolazione attraverso le frontiere interne (terrestri, aeree e marittime) dell’Unione Europea. Le persone provenienti dai paesi dell’Unione Europea, fra cui chi proviene dall’Italia, possono entrare in Francia senza restrizioni, come avveniva fino a prima del 18 marzo. Non è più necessaria l’autocertificazione all’ingresso, ne’ sono richiesti periodi di isolamento domiciliare. La misura dell’isolamento domiciliare rimane invece in vigore per chi proviene dalla Spagna e dal Regno Unito, per motivi di reciprocità, ma non si applica a coloro che, pur provenendo da uno di questi due Paesi, sia solamente in transito attraverso la Francia. Restano invece chiuse le frontiere esterne all’area Schengen, per le quali le autorità francesi hanno annunciato una progressiva riapertura a partire dal 1 luglio.
Germania – A partire dal 16 giugno la Germania ha abolito tutti i controlli e le restrizioni all’ingresso per i viaggiatori provenienti dai Paesi UE e Schengen (+ la Gran Bretagna). Non è quindi più necessario, per chi arriverà da tali Paesi, dimostrare di avere un motivo “stringente” per entrare in Germania, né si viene sottoposti a particolari controlli. Sono permessi anche gli ingressi per turismo.
Grecia – Le Autorità greche hanno sospeso i collegamenti navali tra Italia e Grecia, che potrebbero essere ripristinati a partire dal 1° luglio, e hanno annunciato che i voli tra i due Paesi saranno nuovamente consentiti a partire dal 15 giugno (su Atene; dal 1° luglio su tutti gli aeroporti). Sono previsti, per una fase transitoria, test all’arrivo su tutti i passeggeri che hanno intrapreso il loro volo in Italia, Olanda e Spagna. In particolare: dal 15 al 30 giugno (“Fase ponte”) viene consentita la ripresa dei voli internazionali tra Grecia (Aeroporto Venizelos di Atene), Italia, Olanda e Spagna; tutti i passeggeri da questi Paesi saranno testati all’arrivo e dovranno attendere di conoscere l’esito del test in un hotel scelto liberamente, purché nella capitale; non è possibile prevedere il tempo necessario per ricevere i risultati del test; in caso di positività al test è previsto un periodo di quarantena di quattordici giorni in un hotel indicato dalle Autorità greche. Dal 1° luglio in poi, i voli internazionali potranno arrivare in tutti gli aeroporti greci; all’arrivo (o prima di imbarcare) tutti i passeggeri dovranno compilare un modulo che sarà disponibile online o via app, fornendo anche i propri contatti in Grecia; sono previsti test a campione sui passeggeri in arrivo; in caso di positività al test è previsto un periodo di quarantena di quattordici giorni in un hotel indicato dalle Autorità greche. Per maggiori informazioni consultare la pagina del sito dell’Ambasciata d’Italia ad Atene:  “Grecia e Coronavirus – Domande frequenti”.
Irlanda – Al fine di contenere la diffusione del COVID-19 (nuovo coronavirus), tutti i viaggiatori in arrivo in Irlanda sono obbligati a mettersi in auto-isolamento per 14 giorni in luogo chiuso, evitando i contatti con altre persone. La quarantena per tutti i viaggiatori in arrivo è stata confermata fino al 9 luglio. All’ingresso in Irlanda, è prevista la compilazione di un modulo che il servizio sanitario HSE potrà utilizzare per eventuali controlli. Sono esentati dall’obbligo di autoisolamento i viaggiatori in transito, quelli provenienti dall’Irlanda del Nord, e gli addetti ai trasporti di beni essenziali (piloti, autotrasportatori, lavoratori marittimi).
Islanda – Tutti i visitatori in arrivo a partire dal 15 giugno possono scegliere tra due opzioni: o porsi in quarantena per un periodo di 14 giorni oppure sottoporsi ad un test virologico (test PRC) all’arrivo, il cui risultato sarà comunicato normalmente entro 24 ore. Il test sarà gratuito per le prime due settimane, ma a partire dal 1 luglio il costo sarà di 15.000 ISK (circa 100 euro) a carico del viaggiatore. I minori nati dopo il 2005 saranno esenti dal test.
Lettonia –  Il governo lettone ha deciso, a partire dal 3 giugno, la revoca della misura dei 14 giorni di isolamento per le persone provenienti da diversi paesi europei fra cui l’Italia. Air Baltic ha annunciato la graduale ripresa dei voli diretti su Milano, Roma e Catania fra il 15 giugno ed il 7 luglio. Il primo volo su Roma Fiumicino è previsto per il 22 giugno. Dal 18 maggio risultano riaperti i voli giornalieri su Vilnius e Tallinn. I voli Ryanair bisettimanali per l’Italia (Bergamo Orio) dovrebbero essere ripristinati a partire dal 2 luglio.
Lituania – Per alcune categorie di viaggiatori è di nuovo possibile entrare in Lituania senza l’obbligo di isolamento domiciliare di 14 giorni. Al momento, l’Italia rientra nell’elenco dei Paesi da cui si può entrare in Lituania senza obbligo di isolamento. Tale elenco è soggetto a revisione settimanale (ogni lunedì) da parte delle autorità lituane. Tutte le informazioni in merito alle azioni di prevenzione da parte delle autorità lituane sono reperibili sul sito http://koronastop.lrv.lt/en/.
Lussemburgo – L’Aeroporto di Lussemburgo-Findel è stato riaperto al traffico aereo passeggeri e i voli da e verso l’Italia sono stati ripristinati (Alitalia dal 14 giugno mentre Luxair dal 13 giugno) anche se soggetti a possibili cancellazioni. Le frontiere terrestri sono aperte. Non è richiesto alcun test Covid-19 per entrare nel Paese. L’autoisolamento non è obbligatorio, ma consigliato nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine.
Malta – L’aeroporto internazionale di Malta riaprirà ai voli commerciali il 1 luglio 2020. L’apertura completa a tutte le destinazioni dovrebbe avere luogo il 15 luglio. I collegamenti marittimi per passeggeri e per merci riprenderanno senza limitazioni dal 1 luglio, attualmente operano con il catamarano che collega Malta a Pozzallo osservando limitazioni e l’adozione di particolari cautele a bordo. Dal 1 luglio, i viaggiatori in arrivo a Malta dall’Italia, senza distinzioni regionali, saranno soggetti a screening termici per misurare la temperatura. Le persone che arrivano saranno invitate a compilare un documento con il quale dichiareranno i loro spostamenti nei 30 giorni precedenti, confermando di non essersi recati in nessuna nazione al di fuori di quelle elencate sul sito www.visitmalta.com. Coloro che arrivano da destinazioni al di fuori di quelle elencate, a meno che non dimostrino di esser stati per un periodo di quattro settimane in una delle località da cui si può entrare a Malta senza restrizioni, all’arrivo sull’isola dovranno effettuare un periodo di quarantena di due settimane a proprie spese.
Norvegia – La Norvegia ha temporaneamente re-introdotto i controlli in entrata ed uscita delle frontiere interne ed esterne dell’area Schengen. Tutti i viaggiatori che non sono in possesso di un valido permesso di soggiorno o lavoro in Norvegia possono essere respinti all’arrivo nel paese. Eccezioni sono fatte per i viaggi essenziali e per alcune categorie di persone. Eccezione è fatta anche per alcune categorie di cittadini dell’area SEE (Spazio Economico Europeo) che comprende tutti i paesi UE, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Il governo ha preannunciato che dal 15 luglio verranno riaperti i viaggi da e per alcuni paesi Schengen e SEE senza restrizioni e obbligo di quarantena; di quali paesi si tratti verrà reso noto il 10 luglio. Maggiori info a questo link.
Paesi Bassi – A partire dal 15 giugno, viene a cadere la misura consigliata di auto-isolamento di 14 giorni per i connazionali in arrivo nei Paesi Bassi da ogni Regione d’Italia.
Polonia – A partire dal 13 giugno è nuovamente consentito l’ingresso in Polonia ai viaggiatori provenienti dai Paesi UE, per i quali viene meno l’obbligo di quarantena. Per tutti gli altri viaggiatori stranieri permane il divieto di ingresso, salvo alcune eccezioni. Per maggiori informazioni sulle modalità di ingresso e transito si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia.
Portogallo – Dal 16 giugno sono possibili i collegamenti aerei diretti con l’Italia. Per via terrestre è proibito il transito turistico tra Spagna e Portogallo.
Repubblica Ceca – A partire dal 15 giugno sono ripristinate le normali condizioni di ingresso in Repubblica Ceca dall’Italia e non sono più in vigore restrizioni, ivi compresi gli obblighi di quarantena o tampone. L’ingresso e il transito dalla Polonia non sono più soggetti a limitazioni: solo per chi proviene dalla Slesia (considerata al momento regione “ad alto rischio”) sono valide alcune restrizioni.
Regno Unito – Al fine di contenere la diffusione del COVID-19, il Governo britannico raccomanda a chiunque entri in Regno Unito e sviluppi sintomi, anche lievi, compatibili con COVID-19, di rimanere a casa, in auto-isolamento, per almeno 7 giorni. Il Regno Unito non prevede al momento restrizioni all’ingresso per chi proviene dall’Italia. A partire dall’8 giugno il Governo britannico ha disposto, per chi proviene dall’estero, un isolamento domiciliare di 14 giorni.
Romania – Dal 23 giugno non c’è più obbligo di quarantena per i cittadini italiani. A partire dal 1 giugno è ripreso il trasporto ferroviario e stradale internazionale.
Slovacchia – Non è ancora consentito l’ingresso in Slovacchia ai cittadini italiani.
Slovenia – Ingresso permesso ai cittadini italiani, senza obbligo di quarantena.
Spagna – Dal 21 giugno le frontiere spagnole tornano ad essere aperte per chi arriva dallo spazio Schengen e dunque anche dall’Italia, senza obbligo di quarantena e senza dover motivare il viaggio. Restano chiuse fino al 1° luglio le frontiere spagnole per chi arriva da un Paese extra Schengen, salvo eccezioni. Le compagnie aeree stanno gradualmente riprendendo ad operare tra Italia e Spagna. Attivi i trasporti marittimi (Grimaldi, GNV).
Svezia – Non sussistono limitazioni all’ingresso in Svezia per tutti i cittadini di paesi UE e Schengen o con permessi di soggiorno in corso di validità emessi da tali Paesi.
Svizzera – A partire dal 15 giugno le restrizioni all’ingresso nei confronti dei Paesi AELS (Islanda, Norvegia e Liechtenstein) e di tutti gli Stati UE, tra cui l’Italia e il Regno Unito, sono state revocate. Per gli italiani in transito in Svizzera non è al momento prevista alcuna restrizione da parte delle Autorità federali.
Ungheria – Aggiornamento del 18 giugno, riportato sul sito dell’Ambasciata italiana a Budapest: “Il Ministro degli Esteri Peter Szijjártó ha annunciato che a partire dal 18 giugno, a seguito del ritiro dello stato di emergenza, i cittadini membri dell’Unione Europea, nonché i cittadini di Serbia, Svizzera, Liechtenstein, Norvegia ed Islanda possono entrare liberamente in Ungheria. Il Ministro della Presidenza Gergely Gulyás ha inoltre confermato che i cittadini in ingresso dei Paesi in questione non saranno sottoposti ad obbligo di quarantena in Ungheria”.

Altri Stati europei non UE e non Schengen.
FINO AL 30 GIUGNO GLI SPOSTAMENTI PER TURISMO PER I CITTADINI ITALIANI SONO PROIBITI DA/PER QUESTI STATI.

Albania – 
A partire dal 1 giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento. Da lunedì 22 giugno è stata autorizzata la ripresa dei collegamenti aerei da/per l’aeroporto di Tirana Rinas con tutte le destinazioni italiane e dei trasporti marittimi da/per i porti di Durazzo e Valona con i porti di Bari, Brindisi e Ancona; è responsabilità delle compagnie di trasporto adottare le misure necessarie per consentire la prenotazione solo a quelle categorie di soggetti esentate dal divieto di spostamento dall’Albania all’Italia, nel pieno rispetto delle ultime disposizioni legislative previste dalle competenti Autorità italiane. Le stesse compagnie saranno inoltre responsabili del rispetto dei requisiti in materia di sicurezza sanitaria. Si ricorda al riguardo che fino al 30 giugno sono ancora vietati gli spostamenti da/per l’Albania, salvo motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute o per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (sono inclusi in queste categorie i titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità).

Bosnia Erzegovina – Ingresso vietato per turismo.
Serbia – A partire dal 22 maggio le frontiere sono aperte. La compagnia di bandiera Air Serbia ha gia’ riavviato alcune tratte europee ed ha ora annunciato la ripresa dei voli diretti con l’Italia (su Roma, Milano e Venezia) a partire dall’1 luglio. Al momento è possibile fare ingresso in Serbia prevalentemente per via terrestre. Per fare ingresso nel territorio della Repubblica di Serbia non è necessario il test COVID né alcun tipo di autorizzazione.
Montenegro – Per l’ingresso nel paese sono state definite tre liste di Paesi sulla base dei casi attivi; dei nuovi casi di COVID-19; del trend del numero delle persone contagiate e della risposta nazionale alla pandemia. La lista verde comprende  i Paesi i cui residenti possono entrare in Montenegro senza restrizioni. La lista gialla  comprende i Paesi, tra cui l’Italia, i cui residenti possono entrare in Montenegro presentando un test PCR (il cosiddetto “tampone”) negativo al COVID-19, effettuato al massimo 72 ore prima dell’ingresso nel Paese. Vi è inoltre una lista rossa nella quale sono contenuti i Paesi ai cui residenti non è consentito l’ingresso nel paese.
Macedonia del Nord – Rimane l’obbligo in vigore dal 22 maggio per coloro che (sia cittadini macedoni che stranieri) entrino nel territorio della Repubblica di Macedonia del Nord di presentare il test PCR negativo per COVID-19 (test fatto non oltre le 72 ore dall’ingresso) e di osservare la quarantena obbligatoria (di 14 giorni) presso il proprio domicilio. In caso di mancata presentazione del test la persona sarà inviata in quarantena presso una struttura individuata dalle Autorità e sottoposta al test. Il Governo macedone ha approvato, a partire dal 15 giugno, il Protocollo di transito consentendo ai cittadini stranieri di attraversare il territorio macedone per raggiungere Paesi terzi a condizione che il transito avvenga nell’arco di cinque (5) ore, senza soste prolungate e deviazioni dal percorso principale. A tal fine, dal 17 giugno tutti i valichi di frontiera sono aperti per il transito di cittadini stranieri. Al momento dell’ingresso nel territorio macedone i cittadini stranieri in transito dovranno compilare una dichiarazione certificata dalle autorità di frontiera, da riconsegnare in seguito alle autorità di frontiera all’uscita dal Paese. La mancata consegna della dichiarazione (oppure il suo smarrimento) potrebbe implicare l’obbligo della quarantena obbligatoria presso una struttura designata.
Kosovo – Nonostante dal 1 giugno il Governo kosovaro abbia revocato quasi tutte le misure di contenimento del Coronavirus, si registra un forte aumento dei contagi. Si raccomanda pertanto di adottare tutte le precauzioni previste dalle Autorità locali, a partire da utilizzo mascherine e distanziamento. Sono tuttavia venuti meno i divieti agli spostamenti interni e sono stati riattivati tutti e i servizi essenziali e le attività commerciali. Dal 28 giugno l’aeroporto di Pristina è stato riaperto al traffico aereo. Per informazioni sui voli si raccomanda di contattare la compagnia aerea di riferimento. Chi entra in Kosovo è soggetto a controllo medico, ed a chi entra per via aerea è raccomandato di avere un test di negatività al Covid-19 non più vecchio di quattro giorni.
Moldavia – Disposto fino al 30 giugno, con possibilità di proroga, il divieto di ingresso per i cittadini stranieri a eccezione delle persone che si spostano per motivi professionali, come dimostrato da visti, permessi di soggiorno o documenti equivalenti, dei passeggeri in transito e di altre categoria. Coloro che entrano nel Paese devono compilare una scheda epidemiologica e sottoporsi a 14 giorni di autoisolamento; detto regime, dal 26 maggio, non è previsto, in assenza di sintomi clinici di infezione respiratoria o di febbre o altri collegabili al Covid19, per alcune categorie di persone (vedere sezione sanitaria del sito Viaggiare Sicuri).
Bielorussia – Ai passeggeri in arrivo dall’Italia, non è più richiesto il periodo di autoisolamento. Tale esenzione è prevista anche per i viaggiatori provenienti da altri Paesi, secondo un elenco periodicamente soggetto a revisione.
Ucraina – Dal 15 giugno le Autorità ucraine hanno disposto la riapertura dei confini del Paese anche ai cittadini stranieri,elaborando una lista di Paesi suddivisi in “zona rossa” ed in “zona verde” in base al numero di casi attivi di Covid-19 su 100 mila abitanti. Dal 22 giugno l’Italia è inserita nella “zona verde”, il che implica che al momento non sussiste l’obbligo di isolamento fiduciario per i cittadini italiani in ingresso nel Paese; la distinzione dei Paesi in “zona verde” e “zona rossa” è sistematicamente aggiornata in base all’evoluzione del quadro epidemiologico e consultabile al seguente link (solo in ucraino). Tutti i cittadini stranieri che entrano in Ucraina, a eccezione dei titolari di permesso di soggiorno nel Paese, devono comunque essere provvisti di una polizza assicurativa sanitaria che preveda esplicitamente la copertura Covid-19.

VIAGGI NEL MONDO

Fino al 30 giugno 2020, gli spostamenti da e per Stati non indicati nell’elenco continuano ad essere soggetti agli artt. 4 e 5 del DPCM 11 giugno 2020. E’ quindi possibile spostarsi verso gli Stati e i territori non elencati solo per motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute; è previsto l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni al rientro in Italia e non è possibile avvalersi di mezzi di trasporto pubblico per raggiungere l’abitazione dove si svolgerà il periodo di isolamento. In particolare, non possono essere usati mezzi di trasporto pubblico diversi da quello utilizzato per entrare in Italia (ad esempio, all’arrivo a Fiumicino con l’aereo non si può prendere il treno per recarsi in centro a Roma o in qualsiasi altra destinazione).

Quindi, come esplicita il sito Viaggiare Sicuri: NON SONO CONSENTITI VIAGGI PER TURISMO al di fuori dei Paesi di cui sopra fino al 30 giugno.

Ricordiamo che il consueto punto di riferimento per ogni comunicazione è il sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare il sito prima di mettersi in viaggio; la situazione può essere diversa per gli italiani che sono residenti nei vari Paesi all’estero, per i quali i provvedimenti cambiano da Stato a Stato.

Torneremo ad aggiornare questa pagina relativamente ai viaggi extra UE dopo il 30 giugno, quando auspicabilmente si potrà tornare a viaggiare fuori dall’Europa.

 
RIMBORSI PER I VIAGGI ANNULLATI
Qualche informazione infine per chi ha prenotato un viaggio deve rinunciarvi, invitando a considerare attentamente la situazione.
 
Voli aerei. Ovviamente ogni situazione va verificata presso la compagnia aerea o l’agenzia interessata. In generale:
se il passeggero rinuncia volontariamente al volo non è previsto alcun rimborso del costo del biglietto;
– se il volo è stato cancellato si dovrebbe poter procedere con la richiesta del rimborso del biglietto aereo tramite la compagnia, oppure alla riprotezione. Tuttavia, i vettori stanno applicando policy differenti, per cui è necessario informarsi presso ciascuna compagnia aerea.
– secondo il decreto del 2 marzo, il rimborso (o un voucher di importo pari al rimborso spettante da utilizzare entro 1 anno dalla sua emissione) è dovuto anche ai passeggeri che hanno programmato viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio; che hanno acquistato un biglietto in Italia avente come destinazione Stati esteri dove sia impedito o vietato lo sbarco; che devono sottoporsi alla misura della quarantena, sia obbligatoria sia volontaria; che siano risultati positivi al virus Covid-19.
 

Pacchetti turistici e tour organizzati dai tour operator. In caso di recesso, l’organizzatore può:

1) offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore;
2) procedere al rimborso entro 14 giorni dal recesso;
3) emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.